Come installare programmi su Linux: apt, Flatpak e Snap spiegati semplice

Installare programmi su Linux funziona in modo completamente diverso da Windows, ed è probabilmente il primo vero scoglio quando arrivi da lì: non scarichi un file .exe da un sito e ci clicchi sopra due volte. Il software lo prendi da archivi ufficiali già controllati — più sicuro, ma spiazzante all’inizio, soprattutto perché di sistemi per farlo ne esistono tre diversi che sembrano fare la stessa identica cosa.

In questa guida vediamo cosa sono apt, Flatpak e Snap, quando usare l’uno o l’altro, e come installare un programma con ciascuno. Niente teoria: solo quello che serve per capire cosa stai facendo.

Questa guida fa parte del percorso completo su come passare da Windows a Linux.

Perché non esiste il “.exe” su Linux

Su Windows sei abituato a cercare un programma su Google, scaricare l’installer dal sito e lanciarlo. Il problema di quel metodo è che ti fidi del sito da cui scarichi: se sbagli link o finisci su un sito clone, installi qualcos’altro.

Su Linux il modello è rovesciato. Esiste un repository, cioè un archivio centrale di software verificato dalla tua distribuzione, e tu installi da lì. È lo stesso principio dell’App Store o del Play Store, arrivato su Linux molto prima che sui telefoni. Il vantaggio pratico è doppio: il software è controllato, e gli aggiornamenti arrivano per tutti i programmi insieme, non uno per uno con il suo aggiornatore separato in background.

apt: il sistema nativo di Debian e Ubuntu

apt è il gestore di pacchetti di Debian, Ubuntu, Linux Mint e di tutte le distro che ne derivano. È la strada principale: se un programma è disponibile qui, installalo da qui.

Cercare un programma:

apt search vlc

Installarlo:

sudo apt install vlc

sudo serve perché stai modificando il sistema, quindi ti verrà chiesta la tua password. Il comando scarica il programma e tutto ciò di cui ha bisogno per funzionare, senza che tu debba occupartene.

Aggiornare tutto il sistema, programmi inclusi:

sudo apt update && sudo apt upgrade

Il primo comando aggiorna l’elenco dei pacchetti disponibili, il secondo installa effettivamente gli aggiornamenti. È l’operazione di manutenzione più importante su una distro Debian-based, e vale la pena prendere l’abitudine di lanciarla una volta a settimana.

Rimuovere un programma:

sudo apt remove vlc

Il limite di apt è che su Debian, in particolare, i pacchetti sono spesso più vecchi rispetto all’ultima versione rilasciata dallo sviluppatore. È una scelta voluta — Debian privilegia la stabilità rispetto alla novità — ma se ti serve l’ultima versione di un programma specifico, è qui che entrano in gioco gli altri due sistemi.

Flatpak: applicazioni sempre aggiornate e isolate

Flatpak è un sistema che distribuisce le applicazioni con tutto ciò di cui hanno bisogno già incluso, e le esegue isolate dal resto del sistema. Due conseguenze pratiche: ottieni la versione più recente indipendentemente da quanto è vecchia la tua distro, e l’applicazione ha accesso limitato al resto del PC.

Su molte distro è già installato. Se non lo è:

sudo apt install flatpak

Poi va aggiunto Flathub, l’archivio principale di applicazioni Flatpak:

flatpak remote-add --if-not-exists flathub https://dl.flathub.org/repo/flathub.flatpakrepo

Installare un programma:

flatpak install flathub org.videolan.VLC

Il nome lunghissimo con i punti non te lo devi inventare: lo trovi sulla pagina dell’applicazione su Flathub, insieme al comando già pronto da copiare.

Aggiornare tutte le applicazioni Flatpak:

flatpak update

Il rovescio della medaglia: le applicazioni Flatpak occupano più spazio su disco (portandosi dietro le proprie dipendenze) e la prima installazione può richiedere il download di componenti condivisi piuttosto pesanti. Dalla seconda in poi il peso si riduce, perché quei componenti vengono riutilizzati.

Snap: il sistema di Ubuntu

Snap è il sistema sviluppato da Canonical, l’azienda dietro Ubuntu, e segue una filosofia simile a Flatpak: applicazioni autonome, isolate, sempre aggiornate. Su Ubuntu è preinstallato e alcune applicazioni vengono distribuite di default in questo formato.

Installare un programma:

sudo snap install vlc

Aggiornare:

sudo snap refresh

Su Snap c’è un dibattito piuttosto acceso nella comunità Linux: alcuni contestano che l’archivio sia controllato da una singola azienda e che le applicazioni si avviino più lentamente rispetto ai pacchetti nativi. Non è un motivo per evitarlo se sei su Ubuntu e funziona bene, ma spiega perché su Debian, Mint e altre distro Flatpak sia generalmente più diffuso.

Quale usare: la regola pratica

Non serve sceglierne uno solo — puoi averli tutti e tre attivi contemporaneamente. In pratica funziona così:

  1. Prova prima con apt. È la strada più leggera, più integrata e più veloce. Per la maggior parte dei programmi di uso comune (browser, lettori video, suite per ufficio, editor di testo) è più che sufficiente.
  2. Passa a Flatpak se il programma non c’è su apt, o se ti serve l’ultima versione — tipicamente per software che si aggiorna spesso, come applicazioni di grafica, comunicazione o multimediali.
  3. Usa Snap se sei su Ubuntu e il programma è disponibile principalmente in quel formato.

Una raccomandazione: evita di installare lo stesso programma con due sistemi diversi. Ti ritroveresti due versioni in parallelo, due voci nel menu applicazioni e la confusione su quale delle due stai effettivamente usando.

E se preferisci non usare il terminale?

Tutto quello che hai visto finora si può fare anche graficamente. Ogni distro ha il suo negozio di applicazioni — GNOME Software, KDE Discover, il Gestore applicazioni su Linux Mint — dove cerchi il programma per nome, clicchi “Installa” e basta.

Funzionano bene e per l’uso quotidiano sono più che sufficienti. Ho scelto di mostrarti prima i comandi da terminale per un motivo pratico: sono identici su qualsiasi distro e in qualsiasi versione, mentre le interfacce grafiche cambiano nome e aspetto continuamente. Quando cerchi aiuto online e qualcuno ti risponde con un comando da copiare, sai già cosa stai incollando e perché.

In sintesi

Installare programmi su Linux richiede un cambio di abitudine, non competenze tecniche: dimentichi la ricerca su Google e il download dell’installer, e prendi tutto da archivi verificati. Parti da apt per impostazione predefinita, tieni Flatpak come alternativa quando ti serve l’ultima versione, e usa Snap se sei su Ubuntu e ti trovi bene.

Se stai muovendo i primi passi e ti stai imbattendo in altri intoppi — WiFi, audio, stampante — trovi la raccolta dei problemi più frequenti nella guida su come risolvere i problemi più comuni dopo aver installato Linux.

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