Passare da Windows a Linux: la guida completa passo passo

Passare da Windows a Linux non è la decisione tecnica che sembra. Installare il sistema è la parte facile e dura mezz’ora. Il difficile viene prima — capire se ha davvero senso per te — e dopo, quando ti accorgi che qualche abitudine va rifatta.

Questa pagina mette in fila tutto il percorso, nell’ordine in cui lo incontri davvero. Ogni tappa ha la sua guida dettagliata, ma se leggi solo questa sai già dove stai andando e cosa ti aspetta.

Perché la gente ci arriva adesso

Nella quasi totalità dei casi il motivo non è entusiasmo per Linux: è che Windows ha smesso di collaborare.

Windows 10 ha finito il supporto, e un PC senza aggiornamenti di sicurezza è un problema che peggiora ogni mese. La strada naturale sarebbe Windows 11, se non fosse per i requisiti — TPM 2.0, Secure Boot, processori da una certa generazione in su — che tagliano fuori milioni di macchine perfettamente funzionanti.

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Aspetta: ti serve davvero cambiare sistema?

Prima di riformattare tutto, vale la pena chiedersi se il problema è Windows o è come è ridotto il tuo Windows.

Un PC diventato lento spesso non ha bisogno di un altro sistema operativo: ha bisogno di essere ripulito. Programmi che partono all’avvio, disco pieno oltre l’ottanta per cento, antivirus di terze parti che consumano più di quanto proteggono. In parecchi casi si recupera abbastanza da rimandare la decisione di un paio d’anni.

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E se decidi di restare su Windows 10 ancora un po’, almeno mettilo in sicurezza. Senza aggiornamenti di sistema il livello di protezione dipende da cosa ci metti sopra, e le opzioni gratuite valide sono meno di quante ne promettano i confronti online.

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Il tuo PC regge Linux?

Quasi sempre sì, ed è il motivo per cui questa strada esiste: Linux gira su hardware che Windows 11 rifiuta.

Restano alcune verifiche che conviene fare prima e non dopo. Le schede WiFi Broadcom danno spesso problemi, alcune configurazioni con GPU dedicata NVIDIA richiedono un passaggio in più, e certi lettori di impronte non sono supportati. Sono eccezioni, ma se ti capitano è meglio saperlo in anticipo.

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Quale distribuzione scegliere

Qui si blocca la maggior parte delle persone, e per un motivo comprensibile: le distribuzioni sono centinaia e ogni forum ne consiglia una diversa con toni da tifoseria.

La risposta pratica è più semplice di quanto sembri. Se vieni da Windows e vuoi qualcosa che funzioni senza studiare, la scelta si riduce a due nomi. Se invece il PC è vecchio e ha poca RAM, il criterio cambia: conta quanto pesa l’ambiente desktop, non quanto è bello.

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Quale distro Linux scegliere per un PC vecchio

Se la scelta cade su Mint — ed è la scelta giusta per la maggioranza di chi arriva da Windows — c’è una guida dedicata che copre installazione, programmi e le differenze che si notano nei primi giorni.

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Provala prima di installarla

Questo passaggio è quello che salta la gente, ed è quello che evita quasi tutti i pentimenti.

Da una chiavetta USB avvii Linux senza toccare il disco: il sistema gira in memoria, il tuo Windows resta esattamente dov’è. In venti minuti verifichi le cose che contano davvero — WiFi, audio, luminosità dello schermo, webcam, stampante — e scopri se quel modello di portatile ha sorprese, prima di aver cancellato niente.

Come usare Linux da chiavetta USB senza installarlo

Installare: affiancare o sostituire

Due strade, e la scelta dipende da quanta fiducia hai maturato nei giorni precedenti.

Il dual boot tiene Windows al suo posto e aggiunge Linux accanto: scegli all’accensione quale avviare. È la scelta prudente, e il prezzo è che devi ridimensionare la partizione di Windows — l’operazione più delicata di tutto il processo, quella dove serve un backup fatto prima e non dopo.

La sostituzione completa è più pulita e libera tutto il disco, ma non ha marcia indietro. Ha senso quando hai già verificato che tutto funziona.

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Portare i file dall’altra parte

Documenti, foto, musica, i preferiti del browser, la posta. Niente di complicato, ma va fatto in un ordine sensato e con un controllo finale, perché le cose che si dimenticano sono sempre le stesse: le password salvate nel browser, gli archivi di Outlook, la cartella dei download.

Come trasferire i file da Windows a Linux senza perderne nemmeno uno

Ritrovare i programmi che usavi

È la paura più diffusa, e nella pratica la meno fondata. Photoshop, Office, il lettore PDF, il client di posta: per quasi tutto esiste un equivalente, spesso già installato.

Le eccezioni vere sono poche ma reali, e vale la pena conoscerle prima: alcuni software professionali specifici, certi giochi con anticheat aggressivi, e i gestionali proprietari che girano solo su Windows. Se il tuo lavoro dipende da uno di questi, la risposta è la macchina virtuale, non il cambio di sistema.

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Installare software: qui cambia il modello

È il punto in cui si capisce di essere passati dall’altra parte. Su Linux non si scaricano installatori da siti sparsi: il software arriva da archivi verificati, e si installa da un unico posto.

Con tre sistemi che convivono — apt, Flatpak e Snap — la domanda pratica diventa quando usare quale. Mescolarli senza criterio porta a ritrovarsi due versioni dello stesso programma e a non sapere quale stai usando.

Come installare programmi su Linux: apt, Flatpak e Snap spiegati semplice

E l’antivirus?

Domanda inevitabile, e la risposta breve è che su Linux desktop un antivirus normalmente non serve. Ma la risposta breve nasconde le distinzioni che contano: perché sia così, quali sono i rischi reali che restano, e cosa cambia davvero per la tua privacy rispetto a Windows.

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I primi giorni: cosa può non funzionare

Qualcosa non funziona quasi sempre, ed è normale. Audio muto, luminosità che non risponde ai tasti, schermo esterno non riconosciuto, Bluetooth assente, stampante che non compare.

Sono problemi noti con soluzioni note. La differenza fra chi resta e chi torna indietro non è la fortuna con l’hardware: è sapere che quella prima settimana è normale che sia così.

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E dopo, se ti prende la mano

Capita spesso: dopo qualche mese su Mint o Ubuntu cominci a volere più controllo. Decidere tu cosa parte all’avvio, cosa succede quando chiudi il coperchio, quale ambiente desktop usare e come è configurato.

A quel punto la strada naturale è Debian. Ho documentato tutto il passaggio su un ThinkPad, problemi compresi — WiFi, ibernazione, stampa, avvio: dodici cose che si sono rotte e come le ho sistemate.

Debian 13 Trixie su ThinkPad: tutto quello che ho dovuto sistemare


Ultimo aggiornamento: luglio 2026.

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