Sono le due distribuzioni Linux più consigliate a chi arriva da Windows, e la domanda “quale delle due scegliere” è tra le più frequenti tra chi si avvicina a Linux per la prima volta. La verità è che sono più simili di quanto sembri — Linux Mint è basata su Ubuntu — ma le differenze che le separano contano parecchio nell’uso quotidiano.
In questa guida confrontiamo le due distro punto per punto per aiutarti a scegliere quella giusta per te.
Questa guida fa parte del percorso completo su come passare da Windows a Linux.
Il rapporto tra Ubuntu e Linux Mint
Prima di confrontarle, è utile capire come sono collegate. Linux Mint non è una distribuzione indipendente da zero — è basata su Ubuntu, che a sua volta è basata su Debian. Significa che Linux Mint eredita la compatibilità software e la stabilità di Ubuntu, ma ci costruisce sopra un’esperienza utente diversa.
È un po’ come confrontare un’auto e la sua versione “elaborata” da un preparatore — stesso motore di base, ma carrozzeria, interni e finiture diverse.
Interfaccia grafica: la differenza più immediata
Ubuntu — GNOME
Ubuntu usa GNOME come ambiente desktop di default. È un’interfaccia moderna, pulita, con un design che ricorda vagamente macOS — dock sulla sinistra, barra superiore minimale, vista attività per gestire le finestre aperte.
GNOME è pensato per essere essenziale e senza distrazioni, ma richiede un piccolo periodo di adattamento per chi viene da Windows — il menu Start come lo conosci non esiste, e la logica di gestione delle finestre è diversa.
Linux Mint — Cinnamon
Linux Mint usa Cinnamon come ambiente desktop principale (esistono anche le versioni MATE e Xfce, più leggere). Cinnamon è progettato esplicitamente per essere familiare a chi viene da Windows: barra delle applicazioni in basso, menu Start in basso a sinistra, icone di sistema in basso a destra.
Chi arriva da Windows si sente a casa fin dal primo avvio, senza dover disimparare abitudini di anni.
Vincitore per i principianti: Linux Mint. La curva di apprendimento è quasi zero per chi viene da Windows.
Una nota personale, per onestà: GNOME non è l’unica interfaccia che apprezzo — mi piace molto anche KDE Plasma, ma per l’uso produttivo che faccio del PC finisco per perdere troppo tempo dietro alle infinite possibilità di personalizzazione che offre. Per questo oggi preferisco GNOME: è un po’ come iOS nel mondo smartphone — semplice ma funzionale, meno scelte da fare, più tempo per lavorare davvero. Ho provato anche Xfce (l’interfaccia più leggera, spesso consigliata per PC datati) e, sorprendentemente, l’ho trovata più macchinosa da configurare di KDE. In ogni caso, per chi arriva da Windows e cerca la strada più familiare, Cinnamon resta il punto di partenza più naturale.
Requisiti hardware
| Distro | RAM minima | RAM consigliata | Spazio disco |
|---|---|---|---|
| Ubuntu (GNOME) | 4 GB | 8 GB | 25 GB |
| Linux Mint Cinnamon | 2 GB | 4 GB | 20 GB |
| Linux Mint MATE/Xfce | 1-2 GB | 2-4 GB | 15-20 GB |
Ubuntu con GNOME è più pesante di Linux Mint. Se hai un PC datato con poca RAM, Linux Mint (soprattutto nelle versioni MATE o Xfce) gira meglio.
Vincitore per hardware datato: Linux Mint.
Se hai un PC vecchio, leggi anche: Quale distro Linux scegliere per un PC vecchio
Software preinstallato e gestione dei programmi
Ubuntu include Firefox, LibreOffice, e usa il Software Center basato su Snap — un sistema di pacchetti che Canonical (l’azienda dietro Ubuntu) promuove attivamente. I pacchetti Snap sono isolati dal sistema, il che li rende più sicuri ma a volte più lenti ad avviarsi.
Linux Mint include software simile ma evita deliberatamente Snap per default — usa i pacchetti .deb tradizionali e Flatpak come alternativa. Molti utenti Linux esperti preferiscono questo approccio perché i pacchetti tradizionali si avviano più rapidamente.
Questa è una differenza filosofica importante: Ubuntu sta spingendo verso Snap come futuro della distribuzione software, mentre Mint resta più conservativa e preferisce dare controllo all’utente.
Vincitore per semplicità: pareggio — dipende dalle preferenze personali sul sistema di pacchetti.
Sul fronte pratico, la mia esperienza con Flatpak è minima: l’unico programma che ho installato così è Telegram, perché è disponibile solo in quel formato. Se in futuro avrò bisogno di software più aggiornato di quello incluso in Debian stable, valuterò se affidarmi a Flatpak oppure ai backports di Debian — ma per ora la versione stabile mi basta per tutto quello che faccio.
Stabilità e aggiornamenti
Entrambe le distribuzioni hanno versioni LTS (Long Term Support) con 5 anni di aggiornamenti di sicurezza — Ubuntu 24.04 LTS e le versioni Mint basate su di essa.
Ubuntu rilascia una nuova versione ogni 6 mesi (con le LTS ogni 2 anni), spingendo aggiornamenti software più frequenti e funzionalità più recenti.
Linux Mint aggiorna il sistema in modo più conservativo — le nuove versioni escono meno frequentemente e il focus è sulla stabilità piuttosto che sull’avere sempre il software più recente.
Se preferisci un sistema che “funziona e basta” senza sorprese, Linux Mint è più adatto. Se vuoi essere sempre aggiornato con le ultime novità del mondo Linux, Ubuntu si muove più velocemente.
Vincitore per stabilità: Linux Mint. Vincitore per novità: Ubuntu.
Community e documentazione
Ubuntu ha la community più grande in assoluto nel mondo Linux desktop. Qualsiasi problema tu abbia, la probabilità che qualcuno lo abbia già documentato online è altissima. La maggior parte delle guide Linux che trovi online sono scritte pensando a Ubuntu.
Linux Mint ha una community più piccola ma molto attiva e disponibile, in particolare nei forum ufficiali. Dato che Mint è basata su Ubuntu, la stragrande maggioranza delle guide per Ubuntu funziona anche su Mint con piccoli aggiustamenti.
Vincitore: Ubuntu, per pura quantità di risorse disponibili online.
Compatibilità hardware
Essendo Linux Mint basata su Ubuntu, la compatibilità hardware è sostanzialmente identica — stessi kernel, stessi driver. Non ci sono differenze pratiche in questo ambito: se il tuo hardware funziona su una, funziona anche sull’altra.
Personalizzazione
Cinnamon (Linux Mint) offre un buon livello di personalizzazione tramite gli “applet” e le impostazioni integrate — puoi cambiare temi, posizione della barra, effetti, senza dover installare strumenti aggiuntivi.
GNOME (Ubuntu) è più minimalista di design e richiede l’installazione dell’estensione GNOME Tweaks e di estensioni aggiuntive per personalizzazioni più profonde. È potente ma richiede qualche passaggio in più.
Vincitore per personalizzazione immediata: Linux Mint.
Chi dovrebbe scegliere Ubuntu
- Sei disposto ad adattarti a un’interfaccia diversa da Windows
- Vuoi la community più grande possibile per trovare supporto
- Ti interessa restare aggiornato con le ultime novità del mondo Linux
- Hai un PC recente (dal 2018 in poi) con almeno 4-8 GB di RAM
- Pensi di usare Linux anche per sviluppo software — Ubuntu è lo standard de facto in ambito professionale e cloud
Chi dovrebbe scegliere Linux Mint
- Vieni da Windows e vuoi la transizione più semplice possibile
- Hai un PC datato o con poca RAM
- Preferisci un sistema stabile e prevedibile piuttosto che sempre aggiornato
- Vuoi personalizzare l’aspetto del desktop senza installare strumenti aggiuntivi
- Non ti interessa Snap e preferisci un sistema di pacchetti più tradizionale
Se questo profilo ti rispecchia, abbiamo una guida completa dedicata: Linux Mint: Guida Completa per Chi Viene da Windows.
E se non riesco a decidere?
Buona notizia: puoi provare entrambe senza installare nulla, usando una chiavetta USB in modalità Live. Avvii il PC dalla chiavetta, esplori l’interfaccia, e decidi con calma quale ti convince di più prima di installare qualsiasi cosa.
Leggi la nostra guida: Come usare Linux da chiavetta USB senza installarlo
Tabella riassuntiva
| Aspetto | Ubuntu | Linux Mint |
|---|---|---|
| Interfaccia | GNOME (moderna, diversa da Windows) | Cinnamon (familiare, simile a Windows) |
| RAM minima | 4 GB | 2 GB |
| Ideale per principianti | Media difficoltà | Facilità massima |
| Ideale per PC datati | No | Sì |
| Sistema pacchetti | Snap (default) | .deb / Flatpak |
| Frequenza aggiornamenti | Più frequente | Più conservativa |
| Community | La più grande | Grande e attiva |
| Personalizzazione | Richiede estensioni | Integrata |
Conclusione
Non c’è una risposta sbagliata tra le due — sono entrambe distribuzioni solide, stabili e ben supportate.
Se sei alle prime armi con Linux e vieni da Windows, Linux Mint è quasi sempre la scelta più comoda: l’interfaccia familiare abbatte la barriera d’ingresso e i requisiti hardware più leggeri la rendono adatta anche a PC non recentissimi.
Se invece vuoi la distribuzione più diffusa al mondo, con la community più grande e sei disposto ad adattarti a un’interfaccia diversa, Ubuntu è una scelta altrettanto valida — soprattutto se in futuro pensi di avvicinarti alla programmazione o al mondo server, dove Ubuntu è lo standard.
Una confessione finale, se può essere utile: nella mia esperienza personale, dopo aver usato sia Ubuntu che Mint, finisco sempre per approdare a Debian direttamente — la base su cui entrambe sono costruite. Non è un consiglio universale, è solo dove sono arrivato io col tempo; per chi inizia, Ubuntu e Mint restano comunque il punto di partenza più sensato.
Hai ancora dubbi su quale scegliere per la tua situazione specifica? Descrivi il tuo PC e cosa userai principalmente nei commenti — ti aiuto a decidere.
Non sai da dove iniziare con Linux? Leggi: Quale distro Linux scegliere per un PC vecchio
Vuoi provare prima di installare? Leggi: Come usare Linux da chiavetta USB senza installarlo
Hai scelto Linux Mint? Leggi la nostra guida completa: Linux Mint: Guida Completa per Chi Viene da Windows


