Ormai lavoro quasi solo su Debian, ma non ho abbandonato del tutto Windows: nella VM che uso per la compatibilità software (quella su GNOME Boxes di cui ho parlato qui su TekSmart) non installo nessun antivirus di terze parti — mi affido solo a Defender, quello integrato. È lo stesso ragionamento che vale, con qualche distinzione in più, per chi oggi usa ancora Windows 10 sul PC di casa.
E proprio Windows 10 è il motivo per cui questo articolo ha senso scriverlo adesso: il supporto ufficiale è finito il 14 ottobre 2025, ma in Europa Microsoft ha attivato un programma di aggiornamenti di sicurezza gratuiti (ESU), inizialmente previsto fino a ottobre 2026 e poi prorogato fino al 12 ottobre 2027. Dopo quella data, salvo ulteriori proroghe, Windows 10 smetterà di ricevere patch di sicurezza — e a quel punto nessun antivirus, per quanto buono, potrà compensare un sistema operativo scoperto.
Quindi due discorsi separati: quale antivirus scegliere adesso, e cosa fare quando l’ESU finisce.
Questa guida fa parte del percorso completo su come passare da Windows a Linux.
Defender è già sufficiente per la maggior parte degli utenti
Non è più il parente povero di una volta. Nei test di laboratorio più recenti di AV-TEST (fine 2025 / inizio 2026), Microsoft Defender ha ottenuto punteggi pieni sia in protezione che in usabilità — nessuna pubblicità, nessuna richiesta di passare a una versione a pagamento, impatto quasi nullo sulle prestazioni, perché è già integrato nel sistema.
Il suo limite reale è uno solo: la protezione anti-phishing (i falsi siti che rubano password e dati di pagamento) è efficace soprattutto se navighi con Microsoft Edge. Se usi Chrome o Firefox come browser principale, quello strato di protezione è più debole.
Se il tuo utilizzo è navigazione, email, documenti — la fascia di utenti per cui scrivo la maggior parte delle guide qui su TekSmart — Defender attivo (lo è già di default, non serve installare nulla) è una scelta ragionevole e gratuita al 100%.
Le alternative valide, se vuoi qualcosa in più
Se scarichi spesso file da fonti non ufficiali, usi molto le chiavette USB, o semplicemente vuoi un livello di protezione aggiuntivo indipendente da Defender, queste sono le opzioni che nei test indipendenti (AV-TEST, AV-Comparatives) si comportano meglio nel 2026:
Bitdefender Antivirus Free — probabilmente la scelta più equilibrata: tassi di rilevamento tra i più alti del settore, impatto ridotto sul sistema, interfaccia che non ti disturba con notifiche continue. Manca di firewall avanzato e VPN nella versione gratuita, ma per un antivirus puro è tra i migliori.
Avast Free Antivirus — protezione solida, con funzioni aggiuntive basate su intelligenza artificiale per bloccare pagine di truffa prima ancora che si carichino. Il rovescio della medaglia: tende a essere piuttosto insistente nel proporti l’upgrade a pagamento.
AVG AntiVirus Free — stesso motore di rilevamento di Avast (le due aziende sono collegate), risultati comparabili. Se hai già usato uno dei due in passato, non c’è un motivo forte per cambiare.
Avira Free Security — oltre alla protezione base, include un aggiornatore di driver (i driver obsoleti sono una fonte di vulnerabilità spesso trascurata) e una piccola VPN gratuita con soglia mensile di dati, comoda per il Wi-Fi pubblico.
Una nota su Malwarebytes: nella versione gratuita non fa protezione in tempo reale, quindi non sostituisce un antivirus vero e proprio. Resta però un ottimo strumento da tenere pronto per una scansione manuale approfondita quando sospetti che qualcosa sia già entrato nel sistema — ne avevo parlato anche nell’articolo su come velocizzare un PC lento.
Il problema che l’antivirus non risolve
Qui arrivo al punto che, secondo me, quasi nessun articolo su questo tema mette abbastanza in evidenza: un buon antivirus protegge dal malware, non da un sistema operativo che non riceve più patch di sicurezza. Sono due livelli diversi.
Se sei in Europa, registrati al programma ESU (Impostazioni → Windows Update, cercando la voce relativa agli aggiornamenti di sicurezza estesi) per arrivare coperto fino al 12 ottobre 2027 — serve un account Microsoft collegato al PC e l’accesso almeno una volta ogni 60 giorni, senza costi aggiuntivi. Ma è un rinvio, non una soluzione definitiva: qui ho spiegato nel dettaglio cosa fare col tuo PC.
Da lì in poi hai sostanzialmente due strade: passare a Windows 11, se il tuo hardware supporta i requisiti (in particolare il TPM 2.0), oppure valutare Linux — è la strada che ho preso io, e su TekSmart trovi le guide pratiche per capire da dove iniziare se il tuo PC è troppo vecchio per Windows 11.
Se stai valutando Linux, una delle prime domande è proprio quella: su Linux serve un antivirus?
In sintesi
Per l’uso quotidiano, Defender basta. Se vuoi un margine in più, Bitdefender Free è la scelta più pulita tra le alternative. Ma la vera scadenza da segnare in calendario è un’altra: ottobre 2026, quando anche l’estensione europea di Windows 10 finisce davvero.
Ma la vera scadenza da segnare in calendario è un’altra: 12 ottobre 2027, quando anche l’estensione europea di Windows 10 finisce davvero.


