Testare cavo ethernet crimpato a mano: la verifica completa su Linux

Testare cavo ethernet fatto in casa è l’unico modo per sapere se hai crimpato bene o se stai per passare due settimane a bestemmiare contro il router. Un cavo può sembrare perfetto — il connettore scatta, il LED sullo switch si accende, la pagina si apre — e nascondere comunque un difetto che ti taglia la banda a un decimo di quello che paghi.

Qui ti mostro esattamente i comandi che ho usato sul mio secondo cavo autocostruito, con l’output reale. E ti racconto anche come ho distrutto il primo connettore, perché è un errore che farai anche tu se nessuno te lo dice prima.

Il contesto: cosa ho collegato e con cosa

Prima dei comandi, l’hardware, così sai se i miei numeri sono confrontabili con i tuoi:

  • Portatile: ThinkPad T14s Gen 2i con Debian 13 Trixie (come l’ho configurato)
  • Adattatore di rete: Lenovo ThinkPad Ethernet Extension Adapter Gen 2 (EX280), driver e1000e
  • Interfaccia: enp0s31f6
  • Percorso: portatile → cavo autocostruito → switch → router ZTE (192.168.0.1)
  • Linea: fibra Dimensione, profilo gigabit
  • Cablaggio: Cavo Cat6, T568A su entrambi i capi (cavo dritto)

Sulla categoria: il Cat6 è certificato per il gigabit con ampio margine, quindi se i numeri finali non tornano non è colpa del cavo in sé — è colpa di come l’ho crimpato io. Ed è esattamente quello che i test qui sotto servono a stabilire.

Sulla scelta T568A/T568B: l’importante è usare lo stesso schema alle due estremità. Il cavo incrociato non serve più, perché qualunque scheda o switch gigabit implementa l’Auto-MDI-X e si arrangia da solo a invertire le coppie. Ho scelto T568A e basta, per coerenza con il resto della casa.

Prima dei comandi: le due misure che i video danno per scontate

Su come si crimpa fisicamente un cavo non ti scrivo un tutorial: raddrizzare i conduttori uno per uno, appiattirli e tenerli affiancati stretti mentre li infili nel connettore è un gesto manuale, e un video lo insegna in tre minuti meglio di qualunque pagina di testo. Guardatene uno prima di iniziare.

Ci sono però due dettagli che i video mostrano di sfuggita e che decidono se il cavo durerà o si romperà tra sei mesi:

Quanta guaina scoprire. Circa 3 cm, non di più. Serve lunghezza per districare le coppie e riordinarle, ma tutto quello che sporge in eccesso lo taglierai comunque.

La guaina deve entrare dentro il connettore. È il punto che quasi nessuno spiega. Dopo aver ordinato i fili, ritagli i conduttori alla lunghezza giusta in modo che, quando li spingi a fondo nell’RJ45, la guaina esterna arrivi oltre la ghiera di fissaggio. Così la crimpatura blocca la guaina, non i singoli fili: il cavo resiste agli strattoni. Se invece dentro il connettore entrano solo gli otto conduttori nudi, ogni trazione sul cavo tira direttamente sui contatti, e prima o poi il collegamento salta — di solito mentre sposti la scrivania, mesi dopo, quando hai già dimenticato di aver fatto tu quel cavo.

Il taglio finale dei conduttori va fatto netto e tutti alla stessa lunghezza, in un colpo solo con la lama della pinza. Se uno è più corto degli altri, non toccherà mai il suo contatto: è esattamente il difetto che ti fa negoziare 100Mb/s invece di 1000.

L’errore che ho fatto io: il connettore crimpato al contrario

Era il secondo cavo della mia vita e ho infilato l’RJ45 nella pinza girato dal verso sbagliato. Risultato: invece di spingere la fila di contatti dentro i conduttori, la pinza ha schiacciato la linguetta di plastica.

Me ne sono accorto solo perché il connettore deformato non entrava più nella porta dello switch. Se fosse entrato lo avrei probabilmente collegato senza accorgermi di nulla, e avrei passato ore a cercare il problema nel router.

Il connettore RJ45 è monouso. Non si recupera, non si “ri-crimpa”: si taglia e si rifà, perdendo tre centimetri di cavo e cinque minuti. Io ho usato questi connettori.

La regola per non ripeterlo, in una riga: la linguetta guarda dalla parte opposta alla lama della pinza; la pinza deve vedere i contatti dorati. Prima di stringere, guarda il connettore dall’alto: se vedi gli otto contatti color oro, sei nel verso giusto.

Prima di crimpare, controlla anche che tutti e otto i conduttori tocchino il fondo del connettore. Si vedono in trasparenza dalla punta: devono arrivare tutti alla stessa altezza. Se uno resta indietro, il contatto non lo perforerà mai.

Testare cavo ethernet: si parte dalla velocità negoziata

Il primo controllo è anche il più rivelatore. Collega il cavo e chiedi al kernel a che velocità ha negoziato il link:

ethtool enp0s31f6

Nel mio caso:

Settings for enp0s31f6:
        Supported ports: [ TP ]
        Supported link modes:   10baseT/Half 10baseT/Full
                                100baseT/Half 100baseT/Full
                                1000baseT/Full
        Supported pause frame use: Symmetric Receive-only
        Supports auto-negotiation: Yes
        Supported FEC modes: Not reported
        Advertised link modes:  10baseT/Half 10baseT/Full
                                100baseT/Half 100baseT/Full
                                1000baseT/Full
        Advertised pause frame use: Symmetric Receive-only
        Advertised auto-negotiation: Yes
        Advertised FEC modes: Not reported
        Link partner advertised link modes:  10baseT/Half 10baseT/Full
                                             100baseT/Half 100baseT/Full
                                             1000baseT/Full
        Link partner advertised pause frame use: Symmetric
        Link partner advertised auto-negotiation: Yes
        Link partner advertised FEC modes: Not reported
        Speed: 1000Mb/s
        Duplex: Full
        Auto-negotiation: on
        Port: Twisted Pair
        PHYAD: 1
        Transceiver: internal
        MDI-X: on (auto)
        Supports Wake-on: pumbg
        Wake-on: g
        Current message level: 0x00000007 (7)
                               drv probe link
        Link detected: yes

Le righe che contano sono tre: Speed: 1000Mb/s, Duplex: Full, Link detected: yes.

Se non ricordi il nome dell’interfaccia:

ip -br link

Se leggi 100Mb/s, il cavo è sbagliato

Questo è il sintomo classico della crimpatura fatta male, ed è il motivo per cui questo test va fatto per primo.

Il Fast Ethernet a 100 Mbit usa solo due coppie: i pin 1-2 e 3-6. Il Gigabit usa tutte e quattro le coppie, quindi anche i pin 4-5 e 7-8. Se un contatto su quelle due coppie extra non ha perforato il conduttore, il link non muore: degrada silenziosamente a 100Mb/s e tutto continua a funzionare. Navighi, guardi i video, non sospetti niente — e intanto stai usando un decimo della linea.

Se vedi 100Mb/s e il tuo switch e la tua scheda sono gigabit, non cercare altrove: rifai il connettore.

I contatori di errore: dove si nasconde lo split pair

C’è un difetto più subdolo della crimpatura incompleta, e si chiama split pair. Succede quando accoppi i conduttori rispettando i colori giusti alle due estremità ma sbagliando l’abbinamento tra le coppie intrecciate — per esempio usando un filo del verde e uno del blu come se fossero una coppia.

Il cavo funziona. Un tester economico da continuità lo dà per buono, perché ogni pin di un lato corrisponde correttamente al pin dell’altro lato. Ma i due fili non sono più intrecciati tra loro, quindi perdono la cancellazione del rumore che l’intreccio garantisce. A basso traffico non te ne accorgi. Sotto carico, i pacchetti iniziano a corrompersi.

Il posto dove questo si vede sono i contatori della scheda:

ethtool -S enp0s31f6 | grep -Ei 'crc|align|error|drop'

Sul mio cavo:

     rx_errors: 0
     tx_errors: 0
     tx_dropped: 7
     rx_length_errors: 0
     rx_over_errors: 0
     rx_crc_errors: 0
     rx_frame_errors: 0
     rx_missed_errors: 0
     tx_aborted_errors: 0
     tx_carrier_errors: 0
     tx_fifo_errors: 0
     tx_heartbeat_errors: 0
     tx_window_errors: 0
     rx_long_length_errors: 0
     rx_short_length_errors: 0
     rx_align_errors: 0
     rx_csum_offload_errors: 0
     dropped_smbus: 0
     uncorr_ecc_errors: 0
     corr_ecc_errors: 0

Tutti a zero. Ma il valore da solo non significa niente se non lo confronti nel tempo: i contatori sono cumulativi dal momento in cui l’interfaccia è stata attivata, quindi vanno letti prima e dopo aver spinto traffico vero nel cavo.

rx_crc_errors è quello che guardo per primo: significa che un frame è arrivato con un checksum non valido, cioè si è corrotto in transito. Su un cavo corto, in casa, quel numero deve restare zero. Se cresce, il problema è fisico: crimpatura, split pair, o cavo schiacciato da qualche parte.

La verifica sotto carico reale

Un cavo va promosso solo dopo averlo saturato. Ho fatto prima la lettura dei contatori, poi uno speedtest, poi di nuovo la lettura.

Con la CLI ufficiale di Ookla:

speedtest

Risultato:

Download:   935.58 Mbps
Upload:     930.81 Mbps

Su una linea gigabit questi sono numeri pieni: l’overhead del protocollo mangia sempre qualche decina di Mbit, quindi ~935 Mbps è il tetto pratico, non un cavo mediocre. E ricorda che nel mio percorso c’è anche uno switch in mezzo: il cavo regge il gigabit end-to-end passando per un salto in più.

Subito dopo ho rilanciato:

ethtool -S enp0s31f6 | grep -Ei 'crc|align|error'

Ancora tutti zero. Questo è ciò che promuove il cavo: non il fatto che la connessione funzioni, ma il fatto che sotto quasi un gigabit di traffico non abbia prodotto un singolo frame corrotto.

Se non vuoi dipendere da internet per il test — e per giudicare un cavo LAN è più corretto — usa iperf3 tra due macchine della tua rete. Su una:

iperf3 -s

sull’altra:

iperf3 -c IP_DEL_SERVER -t 60

Sessanta secondi a banda piena sono un test molto più severo di uno speedtest da dieci secondi, e restano dentro la tua rete: se il numero crolla, la colpa è del cavo, non del provider.

Il riepilogo in quattro passaggi

  1. ethtool <interfaccia> → deve dire 1000Mb/s e Full. Se dice 100Mb/s, rifai il connettore: mancano le coppie 4-5 o 7-8.
  2. ethtool -S <interfaccia> | grep -Ei 'crc|align|error' → annota i valori di partenza.
  3. Carico reale → speedtest o, meglio, iperf3 per almeno un minuto.
  4. Rileggi i contatori → se rx_crc_errors si è mosso, hai un difetto fisico. Nove volte su dieci è uno split pair.

Il tester da dieci euro che accende i LED in sequenza verifica solo la continuità pin a pin: ti dice che i fili arrivano dall’altra parte, non che il cavo regga il gigabit. Questi quattro comandi ti dicono l’unica cosa che ti interessa davvero, e non ti costano niente.

Cosa ho usato

Per completezza, l’unica cosa che posso indicarti con certezza è la scatola di connettori che ho sul tavolo: connettori RJ45.

La pinza crimpatrice ce l’ho da anni e non saprei più dirti il modello, quindi non te ne consiglio una a caso. Ti dico invece cosa guardare quando la compri: che abbia la lama per tagliare i conduttori a filo e quella per spellare la guaina integrate, così fai tutto con un attrezzo solo. Le pinze da pochi euro senza lame ti costringono a usare forbici e tronchesi, e il taglio dritto dei conduttori — che come hai letto sopra è decisivo — diventa molto più difficile da ottenere.

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